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la legge antitrust italiana

 Il legislatore del 1942 non si è preoccupato della concorrenza in Italia. All’epoca venivano solo repressi atti di concorrenza sleale individuati ai sensi dell’art. 2598 c.c. e cioè gli atti di confusione, di appropriazione di pregi o di denigrazione e gli atti contrari alla correttezza professionale.

Si aveva il timore che una legislazione antitrust bloccasse la crescita del paese e del sistema imprenditoriale italiano.

Negli anni si sono succeduti solo interventi sporadici in settori particolari come quello delle: telecomunicazioni, del sistema radio-televisivo.

Gli anni 80-90.

Solo: a) con il passare degli anni, b) con la crescita degli scambi internazionali, e c) con le pressioni degli Organi comunitari, anche l’Italia si è dotata di una normativa antimonopolistica, la legge 10-10-1990, n. 287, frutto comunque, come sempre avviene, di compromessi politici.

Tuttavia l’Italia fino agli anni 90 era l’unica nazione industrializzata a non avere una compiuta normativa antitrust.

Quando si applica la legge italiana?

La normativa antitrust italiana si applica quando le pratiche e gli accordi che possono astrattamente alterare la concorrenza hanno una rilevanza limitata al nostro mercato interno.

Nel caso in cui i comportamenti anticoncorrenziali possano influire sul commercio degli Stati membri dell’Unione Europea si deve applicare il diritto europeo.

Le norme sulla concorrenza italiane devono essere interpretate in base ai principi dell’ordinamento della Comunità Europea in materia di concorrenza.

1)Se l’Antitrust italiano ritiene che un caso sottoposto alla sua attenzione non rientri nell’ambito di applicazione della normativa italiana ne informa la Commissione Europea a cui trasmette tutte le informazioni necessarie ed in suo possesso.

2)Mentre nel caso in cui:

a)è già iniziata una procedura avanti la Commissione Europea,

b)la condotta anticoncorrenziale sia vietata sia a livello comunitario che a livello nazionale

l’Antitrust italiana sospende la propria istruttoria, salvo vi siano eventuali aspetti di esclusiva rilevanza nazionale.

Più nello specifico la legge italiana non si applica quando:

-le operazioni di concentrazione,

-di abuso di posizione dominante e

-le intese restrittive della concorrenza non ricadono nell’ambito di applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE.

Eventuali sanzioni di diritto comunitario possono cumularsi con quelle previste dall’ordinamento interno applicate però per la sola sfera di competenza nazionale.

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