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La fidelizzazione del cliente e la concorrenza sleale.

La fidelizzazione del cliente e la concorrenza sleale.

Una singola attività di fidelizzazione del cliente non può essere considerata attività di concorrenza sleale posta in essere da un agente commerciale in danno del proprio preponente.

La Corte di Appello di Brescia non ha considerato come concorrenza sleale la condotta di un agente commerciale che:

  • ha preso direttamente contatti con un solo cliente ed
  • all’insaputa della propria mandante.

Infatti un singolo episodio che ha visto adoperarsi un agente commerciale non può essere considerato concorrenza sleale.

Un agente commerciale, per venire incontro alle esigenze del cliente della propria preponente che aveva da poco acquistato un capannone e voleva rilevare anche le attrezzature utilizzate dal precedente proprietario e vendute a terzi, si era dato da fare per mettere in contatto l’acquirente di queste ultime ed il proprio cliente, che voleva rilevare delle macchine usate.
Si tratta:

  1. di un episodio singolo,
  2. di scarso valore,
  3. legato ad un’attività che sicuramente serviva a fidelizzante ancor di più il cliente all’agente e, pertanto, non si puo’ considerare:
  • 1)attività di concorrenza sleale o comunque
  • 2)una prestazione infedele rispetto al contratto di agenzia in corso tra le parti.

(Corte di appello di Brescia, sezione lavoro, sentenza n.561 pubblicata il 10-12-2013, presidente A. Nuovo)

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