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La contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine – prodotti agroalimentari

Chiunque:

1) contraffà o

2) comunque altera indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino ad euro 20.000,00.

Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarre profitto:

1) introduce nel territorio dello Stato,

2) detiene per la vendita con offerta diretta ai consumatori o

3) mette comunque in circolazione i medesimi prodotti con le indicazioni o denominazioni contraffatte.

Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 474 bis, 474 ter secondo comma, e 517 bis secondo comma.

I delitti previsti dai primi due commi del presente articolo 517 quater cod. pen. sono puniti a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali in materia di tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari.

Il dolo è generico per il primo comma, mentre è specifico per il secondo comma (in quanto si richiede il fine di trarre profitto.

Si applicano le pene accessorie previste dall’art. 517 bis, 2° comma c.p. e la confisca obbligatoria anche per equivalente ai sensi dell’art. 474 bis c.p.

Il bene giuridico tutelato da questo articolo è la fiducia dei consumatori sulla provenienza e sulla qualità dei prodotti agroalimentari oggetto di una specifica disciplina e tutela sulla loro origine geografica.

(Normativa di riferimento: art. 517 quater cod. pen., modificato dall’art. 15, comma 1° lett. e) della legge 23-07-2009, n. 99; artt. 473 e ss. cod. pen.; articoli 29 e 30 d. lgs. 10-02-2005, n.30).