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La concorrenza sleale confusoria: il terzo caso dell’art. 2598, n.1 c.c.

La terza fattispecie prevista dall’art. 2598 n.1 c.c.: il compimento con qualsiasi altro mezzo di atti idonei a creare confusione.

L’ultima fattispecie prevista dall’art. 2598 n.1 c.c. è un’ipotesi residuale e di scarsa applicazione giurisprudenziale.

Si tratta di  una disposizione normativa di chiusura che vuole escludere ogni altro atto di natura confusoria che non sia ricompreso nelle prime due ipotesi.

Tuttavia essendo talmente ampia la portata delle prime due fattispecie previste dal n.1 dell’art. 2598 c.c., rari sono i casi di applicazione pratica della terza ipotesi.

Di solito sono casi di appropriazione di segni distintivi particolari ed inusuali (ma pur sempre segni distintivi e quindi, a rigore, riferibili alle prime due fattispecie previste dalla disposizione normativa). Per esempio:

1) l’utilizzo di furgoni con colori identici a quelli utilizzati da un concorrente,

2) la copiatura di cataloghi e depliants con le medesime fotografie  ivi riprodotte, 

3) l’utilizzo di moduli con impostazione tipografica ricopiata da quella dei moduli del concorrente.

Alquanto singolari sono invece ulteriori casi affrontati dalla giurisprudenza:

a) quello di un’impresa che si trasferisce negli stessi locali, lasciati liberi, della propria concorrente per esercitare la stessa attività, o

b) quello relativo al sistematico parcheggiare i propri mezzi con scritte pubblicitarie avanti locali di un concorrente.

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