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La concorrenza potenziale ed il profitto dell’imprenditore.

La concorrenza potenziale ed il profitto dell’imprenditore.

La tutela accordata al titolare della ditta dall’art. 2564 c.c. concorrere con la tutela contro atti di concorrenza sleale, a norma dell’art. 2598 n. 1 c.c. qualora:

-oltre alla suddetta confondibilità, sufficiente per l’applicazione del citato art.2564 c.c.,

-si verifichi anche una situazione idonea ad arrecare pregiudizio, ad incidere cioè negativamente sul profitto che l’imprenditore tende ad ottenere attraverso l’esercizio dell’impresa.
Tale ultimo requisito:

-non richiede un danno già prodottosi, in relazione ad un’attività concorrenziale in atto e

-deve essere ravvisato anche in relazione ad una concorrenza potenziale, alla stregua di una estensione od espansione in futuro dell’attività imprenditoriale, che si presenti in termini non di mera possibilità, ma di rilevante probabilità. Si veda sul punto Corte di Cassazione, sentenza n. 1310 del 01.03.1986

(Tribunale di Roma, sez. XVII specializz. in materia di impresa, sentenza n. 1676/2018 – rep. 1625/2018 – pubblicata il 24.01.2018  giudice rel. G. Russo)

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