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Intesa restrittiva della concorrenza tramite un agente.

Intesa restrittiva della concorrenza tramite un agente.

Il Tar aveva acclarato che una azienda aveva posto in essere una intesa restrittiva della concorrenza nel seguente modo:

  • aveva coordinato insieme ad altre aziende delle offerte nelle gare per la fornitura di prodotti antisettici e disinfettanti alle strutture sanitarie pubbliche italiane e
  • si era ripartita il mercato mantenendo i prezzi artificialmente alti
  • non direttamente ma attraverso un agente.

Il Tar qualificava l’agente come soggetto non autonomo, ma integrato nell’impresa responsabile. (In pratica l’azienda avrebbe usato l’agente, proprio dipendente, per porre in essere una intesa restrittiva della concorrenza).

Per il Consiglio di Stato invece non vi erano adeguati riscontri probatori per considerare l’agente soggetto dipendente dell’impresa.

Infatti l’agente:

  1. era un soggetto autonomo ed indipendente,
  2. sosteneva dei propri specifici rischi economici e finanziari nella propria attività,
  3. era dotato di una propria organizzazione,
  4. con dei propri collaboratori comprensivi di subagenti.

Quindi tale tipologia di agente poteva certamente essere considerato un soggetto autonomo e distinto dalla società sua mandante. Ciò anche perchè l’agente:

  • a)sosteneva un vero e proprio rischio di impresa e
  • b)prestava la propria opera professionale anche a favore di altre imprese.

L’agente aveva posto in essere una serie di attività fra cui il ”monitoraggio del mercato” che erano state considerate scorrette concorrenzialmente ma imputate solo alla società preponente.

Tuttavia egli:

  • era un soggetto giuridico autonomo,
  • fra l’altro plurimandatario e
  • la sua attività giuridica ed economica non poteva essere considerata riconducibile ad una delle sue mandanti soprattutto in assenza di prove.

Di conseguenza la sua attività di concorrenza illecita non poteva essere imputata alla sua mandante sanzionata.

Quindi la sanzione a quest’ultima è stata annullata.

(Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza n.1009 del 07.03.2008, Est. Giovagnoli)

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