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Intesa restrittiva della concorrenza – prodotti a strutture sanitarie.

Intesa restrittiva della concorrenza – prodotti a strutture sanitarie.

Il Consiglio di Stato ha affrontato una questione relativa ad una intesa restrittiva della concorrenza ai sensi dell’art. 81 del Trattato CE che:

  • era consistita nel coordinamento delle offerte nelle gare per la fornitura di prodotti antisettici e disinfettanti a strutture sanitarie pubbliche italiane ed
  • era volta a ripartirsi il mercato ed a mantenere i prezzi artificialmente alti.

In primo grado, il TAR, considerava una azienda responsabile per aver partecipato all’intesa restrittiva della concorrenza non direttamente ma attraverso un agente. Il TAR qualificava l’agente come soggetto non autonomo, bensì integrato nell’impresa responsabile dell’illecito.

Per il Consiglio di Stato, invece, non vi erano adeguati riscontri probatori per considerare l’agente soggetto dipendente dell’impresa. Infatti l’agente:

  • era un soggetto autonomo ed indipendente,
  • sosteneva dei propri specifici rischi economici e finanziari nella propria attività,
  • era dotato di una propria organizzazione,
  • con dei propri collaboratori comprensivi di subagenti.

Quindi tale tipologia di agente poteva certamente essere considerato un soggetto autonomo e distinto dalla società sua mandante.

Inoltre l’agente:

  1. sosteneva un vero e proprio rischio di impresa e
  2. prestava la propria opera professionale anche a favore di altre imprese che, anch’esse, nel caso affrontato dal Consiglio di Stato erano state sanzionate dall’Antitrust.

Nel caso trattato dal Consiglio di Stato l’agente aveva posto in essere una serie di attività fra cui il ”monitoraggio del mercato” che erano state:

  • considerate scorrette concorrenzialmente dal TAR,
  • ma imputate solo alla società preponente e non al solo agente.

In realtà egli essendo:

  • un autonomo soggetto giuridico,
  • fra l’altro plurimandatario,
  • compie sua autonoma attività giuridica ed economica

che non poteva essere considerata riconducibile ad una delle sue mandanti soprattutto in assenza di prove.

La sua attività di concorrenza illecita, quindi, non poteva essere imputata alla sua mandante sanzionata. Quindi la sanzione economica a quest’ultima è stata annullata.

(Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza n.1009 del 07.03.2008, Est. Giovagnoli)