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Ingiunzione di desistenza – Codice di autodisciplina pubblicitaria

Se la pubblicità presa in esame appare manifestatamente contraria a una o più norme del Codice di autodisciplina pubblicitaria, il Presidente del Comitato di controllo, con proprio provvedimento, può ingiungere alle parti di desistere dalla medesima.

Il provvedimento succintamente motivato, viene trasmesso dalla segreteria alle parti, con la segnalazione che ciascuna di esse può proporre motivata opposizione al Comitato di controllo nel termine prorogabile di 10 giorni. Normalmente la motivazione è abbastanza estesa. Legittimati a proporre opposizione sono tutte le parti a cui è stata comunicata l’ingiunzione.

Se il Presidente del Comitato di controllo constata:

1) la mancata presentazione dell’opposizione, o

2) l’inosservanza del termine prescritto, o

3) l’assenza di motivazione dell’opposizione

l’ingiunzione acquista efficacia di decisione e con la relativa attestazione della segreteria, viene nuovamente comunicata alle parti affinchè vi si conformino nei termini indicati nell’apposito Regolamento autodisciplinare. 

Se tuttavia l’opposizione è proposta nel termine stabilito ed è motivata, l’ingiunzione si intende sospesa. (Tuttavia anche un’opposizione non particolaramente motivata o fondata è idonea, in prima battuta, a sospendere l’ingiunzione).

A questo punto il Presidente del Comitato di controllo, prese in considerazione le ragioni e le circostanze opposte dalle parti, può decidere, sentito il Comitato di controllo, di revocare l’ingiunzione ed archiviare il caso dandone atto alle parti stesse. Qualora il comitato non ritenga convincenti le ragioni dell’opposizione, gli atti vengono trasmessi al presidente del Giurì con la relativa motivazione.

Se anche il Presidente del Giurì giudica non convincenti le ragioni dell’opposizione, restituisce gli atti al presidente del Comitato di Controllo (e l’ingiunzione diviene definitiva ed è comunicata alle parti dalla segreteria ai sensi dell’art. 39, 3° comma cod. autod. pubbl.). Se invece ritiene opportuna una decisione del Giurì, convoca le parti per la discussione della vertenza entro il più breve termine possibile e comunque non oltre i termini previsti per la procedura ordinaria: con ciò l’ingiunzione si considera revocata.

(Normativa di riferimento: art. 32 e 39 cod. autod. pubblic.).

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