Avvocato Cavalea > Sentenze  > Concorrenza sleale  > Tribunali e Corti d’appello  > Informazioni segrete o riservate del dipendente.

Informazioni segrete o riservate del dipendente.

Informazioni segrete o riservate del dipendente.

Informazioni segrete o riservate del dipendente acquisite in azienda, non possono essere utilizzate dalla concorrenza o dallo stesso lavoratore licenziatosi e messosi in proprio.

Non costituisce concorrenza sleale lo sfruttamento, da parte dell’ex dipendente di un’impresa, il quale sia passato alle dipendenze di un’impresa concorrente:

  • 1) delle conoscenze tecniche,
  • 2) delle esperienze e
  • 3) delle informazioni relative alla politica commerciale dell’impresa dalla quale egli proviene.

Cio’ a condizione che:

  • a) non si tratti di informazioni segrete o riservate e che, in ogni caso,
  • b) non emerga una sistematica attività di distrazione della clientela.

Mentre la mancata stipula del patto di non concorrenza non legittima di per sè condotte sleali di concorrenza da parte di ex-soci o degli stessi ex-dipendenti.
Infatti la libera iniziativa del mercato e cioè:

  • 1) la libertà di intraprendere un’autonoma attività di impresa o
  • 2) la libertà di ricercarsi un nuovo posto di lavoro come dipendente

trovano il limite nell’esercizio del diritto in conformità ai principi di correttezza professionale.

Tale limite è violato nel caso di:

  • a) massiccia distrazione di clientela, avvalendosi di notizie di cui si sia venuti a conoscenza in precedenti rapporti contrattuali e professionali e
  • b) quando si è approfittato in modo parassitario dei costi d’investimento della società concorrente.

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa -A- ordinanza del giorno 24-03-2016, nella causa n. 59079/2015 r.g. giudice S. Giani).