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Indicazioni geografiche e concorrenza sleale.

Indicazioni geografiche e concorrenza sleale.

La Corte d’appello ha ritenuto sussistere gli estremi della concorrenza sleale in un caso avente ad oggetto il ‘Salame Felino’ per la violazione dell’art 2598, 2 comma c.c. E’ il caso dell’appropriazione dei pregi del prodotto concorrente. Cio’ in quanto una azienda concorrente si

  • era agganciata alla reputazione del ‘Salame Felino’ e
  • ingannava il pubblico sull’effettiva provenienza dei propri prodotti.

L’ipotesi di concorrenza sleale in esame è prevista dall’art. 31 secondo comma del d.lgs 198 del 1996.

Tale articolo stabilisce che:

  • Fermo il disposto dell’art. 2598 n. 2 del codice civile e
  • le disposizioni speciali in materia e
  • salvi i diritti di marchio anteriormente acquisiti in buona fede,

costituisce atto di concorrenza sleale, quando sia idoneo ad ingannare il pubblico:

  • a)l’uso di indicazioni geografiche, nonchè
  • b)l’uso di qualsiasi mezzo nella designazione o presentazione di un prodotto
    che indichino o suggeriscano:
  • 1)che il prodotto stesso proviene da una località diversa dal vero luogo d’origine, oppure
  • 2)che il prodotto presenta le qualità che sono proprie dei prodotti che provengono da una località designata da un indicazione geografica.”

La norma in questione delinea due diverse ipotesi di concorrenza sleale:

  • la prima delle quali è costituita dalla indicazione sul prodotto di una provenienza geografica diversa dall’effettivo luogo di origine, a prescindere da ogni riferimento alla qualità dei prodotti originari da quel luogo. Mentre
  • la seconda è costituita dalla falsa attribuzione ad un prodotto di qualità che provengono da una data indicazione geografica.

Quindi commette concorrenza sleale nel settore delle indicazioni geografiche chi, con il proprio messaggio:

  • inganni o
  • tenti di ingannare il pubblico dicendo che il proprio prodotto proviene da un luogo diverso (di origine) da quello vero o che ha qualità che sono proprie (ed uniche) solo di determinati prodotti riconducibili ad una particolare area geografica.

Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 2828, pubblicata il 12-02-2015, presidente A. Ceccherini.

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