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Indennità all’agente commerciale.

Indennità all’agente commerciale non è prevista a pena di nullità di un patto di non concorrenza.

L’art. 1751 bis, comma 2 del cod. civ. prevede che la corresponsione di una indennità all’agente commerciale non sia prevista a pena di nullità del patto di non concorrenza post contrattuale fra preponente ed agente.

Anche per la nuova legge (L. n. 422 del 2000) l’agente, d’intesa con il preponente, può espressamente stabilire che all’obbligo assunto non sia correlato un corrispettivo, atteso che la non specifica valorizzazione economica dell’impegno può giustificarsi come conveniente nel contesto dell’intero rapporto di agenzia.

Dunque, anche nel vigore della nuova disciplina, la naturale onerosità del patto di non concorrenza non è inderogabile, in quanto non presidiata da una sanzione di nullità espressa e non diretta alla tutela di un interesse pubblico generale. Si veda sul punto: Corte di Cassazione, sentenza n. 12127 del 2015.

Ciò che rileva è:

  • che sia l’agente che il preponente sono liberi di decidere dell’indennità,
  • ma che se l’indennità non è prevista nel patto di non concorrenza quest’ultimo non è detto che sia nullo.

(Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 13796 pubblicata il 31.05.2017, Presidente V. Nobile).

 

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