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Illiceità dello storno di dipendenti altrui.

Illiceità dello storno di dipendenti altrui.

Non si configura l’illiceità dello storno di dipendenti altrui nel caso in cui manchi l’animus nocendi e cioè l’intenzione di danneggiare l’altrui azienda. Tale intenzione si ritiene sussistente ogni volta che lo storno sia posto in essere con modalità tali da non potersi giustificare in rapporto ai principi di correttezza professionale.

Questi ultimi sono violati se l’autore dello storno ha il proposito di recare pregiudizio :

-all’organizzazione ed

-alla struttura produttiva del concorrente. Si vedano Corte di Cassazione sentenza n. 31203 del 29.12.2017; Corte di Cassazione del 23.05.2008, n. 13424)

Ora non si configura l’illiceità nel caso in cui:

-i dipendenti si dimettono per la mancanza di fiducia nei confronti del datore di lavoro ed

-in assenza di condotte denigratorie perpetrate da parte del nuovo datore di lavoro e di

-mancanza di valorizzazione adeguata della professionalità dei dipendenti del vecchio datore di lavoro.

(Corte di Cassazione, sezione 1, sentenza n. 9013 pubblicata il 11.04.2018, rel. A. Valitutti).

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