Il terzo interposto.

Non sempre il terzo interposto risponde per concorrenza sleale.
La concorrenza sleale, al pari degli altri fatti illeciti, prevede:
-una condotta dolosa o colposa,
-un evento dannoso ed
-il nesso di causalità ma
-richiede anche la cd. relazione concorrenziale fra soggetto attivo e danneggiato.
Non è esclusa però la configurabilità dell’illecito concorrenziale quando l’atto lesivo venga compiuto da un soggetto interposto che:
-pur non possedendo personalmente i requisiti soggettivi necessari agisca per conto o comunque in collegamento con un concorrente del danneggiato.
Questi sono i principi a cui si è rifatta la Corte di Appello di Torino e che sono stati ribaditi dalla Corte di legittimità.
La Corte di Torino ha affermato che:
– nè il contratto di commissione pubblicitaria
– nè alcun altro elemento acquisito nel corso dell’istruttoria
hanno dimostrato che la società convenuta abbia richiesto alla SEAT Pagine Gialle di eseguire la commissione pubblicitaria in danno della società attrice concorrente.
E tale esecuzione errata della richiesta di pubblicazione pubblicitaria e lesiva dei diritti dell’attrice deve essere imputabile esclusivamente a SEAT.
Quindi la Corte di legittimità ha confermato la sentenza della Corte di Appello che ha accertato che la società convenuta non avesse posto in essere alcuna condotta concorrenziale illecita a carico della società attrice essendo invece colpa esclusiva della Seat Pagine Gialle società terza.
(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 7476, pubblicata il 23.03.2017, presidente V.Ragonesi)