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Il patto di non concorrenza nel periodo successivo alla scadenza del contratto.

Il patto di non concorrenza stipulato in un contratto di affiliazione per il periodo successivo alla scadenza del contratto che stabilisce che: L’affiliato non potrà:
-esercitare direttamente o indirettamente attività concorrenti a quelle oggetto del contratto,
-non potrà affiliarsi, aderire o partecipare, in qualunque modo, compreso in qualità di dipendente, ad una rete in concorrenza con l’affiliante oppure a creare una lui stesso ed in generale a legarsi a qualunque.

Con riguardo a tale clausola il giudice meneghino ha osservato che:
-il patto di non concorrenza alla base della richiesta d’inibitoria dall’esercizio dell’attività lavorativa è un accordo ristrettivo della concorrenza inserito in un accordo verticale tra imprese, che non prevede alcuna limitazione territoriale.

Le norme comunitarie, a differenza del disposto dell’art. 2596 c.c., non prevedono l’alternatività, ma la cumulabilità della limitazione territoriale con la specifica individuazione dell’attività, oggetto del patto di non concorrenza.
Inoltre, il giudizio cautelare ha fatto accertare, in fatto, la non significatività del trasferimento di Know how nel caso di specie, sicchè è dubbio che tale clausola fosse indispensabile a proteggere il know how trasferito.

La pacifica pregressa esperienza professionale dell’affiliata, che da anni esercitava la medesima attivit? nel punto vendita già aperto e aveva già acquisito, come riconosciuto documentalmente dalla controparte, “abilità nell’ambito dell’arte floreale” documentalmente dalla controparte, “abilità nell’ambito dell’arte floreale”, unitamente alla modestissima formazione da parte dell’affiliante, proprio in considerazione della sua pacifica professionalità, costituiscono riconoscimento da parte dello stesso ricorrente del basso livello di know how trasferito (vedi clausola contrattuale 5.3, che si riporta testualmente: “in deroga a quanto previsto dal contratto in considerazione delle abilità già acquisite dall’affiliato nell’ambito dell’arte floreale le parti concordano di ridurre la formazione iniziale dell’affiliato e ne stabiliscono la durata per il periodo approssimativo di una settimana”).

Poichè, al fine dell’applicabilità della clausola di non concorrenza rilevano anche le valutazioni sulle cause di cessazione del rapporto, va evidenziato, inoltre, che la resistente ha fornito prova delle numerose contestazioni, avvenute nel corso del breve rapporto, circa la fornitura di merce di qualit? scadente; dall’altro lato, la ricorrente ha dedotto alcuni inadempimenti, in modo non puntuale, ed altri, relativi al mancato pagamento di forniture, per somme del tutto modeste ( 895,73); circostanze queste che, unitariamente considerate, non fanno ritenere provata in questa sede cautelare, e in assenza di ulteriori approfondimenti, l’imputabilità della risoluzione alla resistente e, quindi, l’applicabilità della detta clausola, quand’anche essa fosse ritenuta valida. Alla luce di tali considerazioni in fatto e in diritto, è rigettata la richiesta d’inibitoria della resistente dall’esercizio della sua attività lavorativa
(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa, provvedimento del 27.01.2017 nella causa n.57107/2016 r.g. giudice S. Giani).