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Il patto di non concorrenza fra datore di lavoro e dipendente.

Il patto di non concorrenza fra datore di lavoro e dipendente.

Quando il lavoratore cessa il proprio rapporto di lavoro con il datore di lavoro  può obbligarsi contrattualmente:

  • a limitare la propria futura attività lavorativa
  • per un periodo prestabilito
  • dietro la corresponsione di un corrispettivo.

Il patto di non concorrenza del lavoratore subordinato può essere stipulato:

  • a) al momento dell’assunzione,
  • b) durante il rapporto di lavoro, oppure
  • c) all’atto della cessazione del contratto di lavoro.

Il patto di non concorrenza vale quando il lavoratore:

  • a) cambia azienda oppure
  • b) decide di mettersi in proprio (o con collaborazioni autonome o parasubordinate).

Durante il rapporto di lavoro non è necessario stipulare alcun patto poiché esiste già l’art. 2105 del codice civile (dovere di fedeltà del lavoratore) che regola gli obblighi del dipendente il quale non deve:

  • trattare affari per conto proprio o di terzi in concorrenza con l’imprenditore,
  • divulgare notizie sull’organizzazione e sui metodi di produzione, ed in generale
  • danneggiare l’impresa del proprio datore di lavoro.

Il patto di non concorrenza deve avere la forma scritta a pena di nullità e non può superare:

  • a) 5 anni per i dirigenti,
  • b) 3 anni negli altri casi.

Se il patto supera questi limiti temporali, si riduce automaticamente a quelli massimi di 5 o di 3 anni.

Il patto di non concorrenza è nullo anche se non è previsto un corrispettivo per il lavoratore subordinato. Questo corrispettivo può essere versato:

  • mensilmente ovvero
  • una tantum all’atto della cessazione del rapporto di lavoro. Ci si può accordare sul punto.

L’importo sul corrispettivo non deve però essere meramente simbolico o sproporzionato (a danno dell’ex lavoratore), bensì proporzionato:

  • a) alla sua professionalità,
  • b) al trattamento economico che aveva in azienda e,
  • c) all’ampiezza del vincolo del patto di non concorrenza. 

Il patto di non concorrenza deve essere anche contenuto entro determinati limiti di:

  • a) oggetto,
  • b) tempo e
  • c) luogo.

In linea generale non può essere troppo esteso, cioè non si può impedire di lavorare completamente all’ex dipendente in modo tale da limitare completamente:

  • la sua professionalità e
  • capacità di produrre reddito.
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