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Il notaio e la concorrenza illecita (nuova sentenza della Cassazione)

Il decreto legge n.1 del 24-01-2012 è ispirato ad un “bisogno di concorrenza” che investe ora anche le attività libero-professionali come quella notarile.

Tuttavia il notaio commette atti di concorrenza illecita se pone in essere tali condotte:

1)se non assicura il funzionamento regolare e continuo dell’ufficio notarile. Egli è infatti obbligato a presenziare nello studio a beneficio dell’utenza almeno 3 giorni alla settimana.

Questi giorni non possono essere stabiliti a piacimento del notaio, di volta in volta e senza alcuna predeterminazione.

Se così fosse egli non garantirebbe il regolare funzionamento dello studio ed i clienti non avrebbero la garanzia circa i giorni di reperibilità del notaio in studio.

Nel caso di specie il notaio aveva stipulato fuori sede, presso una società di servizi e presso due agenzie immobiliari, nei giorni in cui avrebbe dovuto presenziare in studio obbligatoriamente.

2)Il notaio non può avvalersi di procacciatori d’affari (da intendersi questi ultimi come persone fisiche o anche società di servizi comprese le agenzie immobiliari) che inducono i clienti a sceglierlo anche nel caso in cui la prestazione del procacciatore d’affari sia a titolo gratuito.

Ciò in quanto viola il dovere di imparzialità del notaio che deve essere pubblico ufficiale rogante equidistante dalle parti.

E’ vero che il notaio a fronte della riforma, può stipulare atti fuori dallo studio e può dirigersi “attivamente” verso la domanda del servizio notarile e mettersi a disposizione di tale domanda ma non può porre in essere atti di concorrenza sleale e comportamenti che possono recar pregiudizio al decoro ed al prestigio della classe notarile.

Il nuovo sistema (decreto legge n.1 del 24-01-2012) è caratterizzato:

a)dall’apertura alle regole del mercato e

b)da una maggiore concorrenza finalizzata allo sviluppo ed alla competitività

Tuttavia l’esercizio dell’attività notarile è legato al rispetto del dovere di imparzialità anche durante l’assunzione dell’incarico professionale.

3)Il notaio:

a)non può emettere fatture irregolari: indicando importi come spese anticipate anzichè come imponibile a fronte di prestazioni rese e,

b)deve provare, nel caso di fatture irregolari di cui al punto sopra a) di aver restituito ai clienti le somme ingiustamente percette.

Altrimenti tali condotte non solo ledono il prestigio ed il decoro della categoria ma costituiscono un’ipotesi di illecita concorrenza perché, procurando un illecito vantaggio fiscale al notaio, non consentono un confronto leale con la prestazione resa da qualsiasi altro notaio.

Il notaio ha l’obbligo di dare un’informazione trasparente e veritiera al cliente circa il compenso ed i costi complessivi della prestazione, specificando analiticamente spese, anticipazioni, onorari, diritti e compensi.

(Cassazione sezione II civile, n. 26146 del 2015, Presidente Oddo Massimo)

(Normativa di riferimento: articolo 26 legge notarile, art. 12 comma 4° decreto legge n.1 del 24-01-2012, articolo 147 comma 1, lett. b, legge notarile)

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