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Il divieto di concorrenza per il socio di una s.n.c.

Il socio di una società in nome collettivo non può, senza il consenso degli altri soci:

1)esercitare per conto proprio o altrui un’attività in concorrenza con quella della società nella quale è socio e

2)partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente.

Il consenso degli altri soci, però, si presume se:

a)l’esercizio dell’attività del socio o

b)la partecipazione ad altra società preesisteva al contratto sociale e gli altri soci ne erano a conoscenza.

Nel caso di inosservanza delle disposizioni contenute nell’art. 2301 c.c. la società ha diritto al risarcimento del danno, salva l’applicazione dell’art. 2286 del c.c. (cioè l’esclusione del socio inadempiente dalla s.n.c.).

Quindi vi è un preciso obbligo di non concorrenza in capo al socio di una s.n.c.

Egli può però esercitare attività commerciale, ma non che sia in concorrenza con quella della società di cui fa parte.

La ragione del divieto è che si vuole impedire che il socio utilizzi a suo esclusivo profitto e quindi a danno della società, le informazioni e le notizie che è venuto a conoscenza all’interno della società.

Si discute se il socio possa far parte, ma con responsabilità limitata, a società in concorrenza con s.n.c. della quale fa parte.

Tale obbligo si applica anche ai soci accomandatari di una società in accomandita semplice.

Analogo divieto è altresì posto a carico degli amministratori di società per azioni.

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