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Il corrispettivo del patto di non concorrenza.

Il corrispettivo del patto di non concorrenza.

Il corrispettivo del patto di non concorrenza fissato ad 1/3 della retribuzione non è un compenso irrisorio.

Nel caso concreto un dirigente commerciale invocava la nullità di un patto di non concorrenza per mancanza o irrisorietà del corrispettivo pagato.
Egli aveva percepito nel corso del rapporto di lavoro la somma di  euro 500,00 mensili (aumentata nell’ultimo anno di rapporto ad euro 1.000 mensili), per complessivi euro 46.440,00.

Il dirigente affermava che la suddetta somma fosse da ritenersi simbolica ed irrisoria.
L’art. 2125 cod. civ. non stabilisce:

  • limiti minimi o
  • criteri di liquidazione.

Quindi il potere del giudice di valutare la congruità del corrispettivo è limitato. Il giudice non può sostituirsi alla volontà delle parti.
Tanto è vero che la Corte di Cassazione (sentenza n. 7835 del 2006) ha chiarito che, ferma restando la possibilità di rimedi di carattere generale:

  • a) rescissione per lesione ex art. 1448 cod. civ. e
  • b) risoluzione per eccessiva onerosità ex art. 1467 cod. civ.

Il patto di non concorrenza è nullo ove siano previsti:

  1. compensi simbolici o
  2. compensi manifestamente iniqui o
  3. compensi sproporzionati

in rapporto al sacrificio richiesto al lavoratore ed alla riduzione delle sue possibilità di guadagno.

Occorre considerare che il corrispettivo del patto all’ex dirigente è stato sempre pari a circa 1/3 della retribuzione ordinaria:

  • 500,00 euro su una retribuzione ordinaria di circa 1.500/1.600 euro sino a tutto il 2008 quale impiegato di livello A e
  • 1000,00 su una retribuzione di circa 3.330 dal 2009 in avanti, ottenuta la promozione a impiegato di livello.

Queste cifre escludono la possibilità di qualificare come simbolico o manifestamente iniquo il relativo compenso.
Inoltre  il giudizio di adeguatezza del compenso trova riscontro:

  • nella possibilità per il dipendente, una volta cessato il rapporto di lavoro, di utilizzare la capacità professionale acquisita nel campo commerciale in qualunque altro settore diverso.

(Corte di appello di Brescia, sezione del lavoro, sentenza n. 314 pubblicata il 04-09-2014, presidente A. Nuovo).

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