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Il Comitato di controllo – Codice di autodisciplina pubblicitaria

Il comitato di controllo ha il compito di vigilare sull’applicazione e sul rispetto delle norme autodisciplinari poste a tutela dei consumatori e della pubblicità.

Esso può promuovere anche d’ufficio un procedimento davanti al Giurì se ritiene che le norme del codice di autodisciplina pubblicitaria siano state violate.

Si può paragonare al "Pubblico Ministero" dell’ordinamento giudiziario in quanto è un organismo con funzioni inquirenti.

Se richiesto dal Giurì può anche esprimere pareri non vincolanti. E’ quindi un organo anche consultivo.

Il comitato può anche:

1)invitare  (l’advertiser o il mezzo) a modificare la pubblicità, anche in via preventiva, se quest’ultima appaia non conforme alle norme del codice di autodisciplina pubblicitaria,

2)emettere l’ingiunzione di desistenza (art. 39 cod. autod. pubbl.),

3)esprimere, se richiesto, anche in via preventiva, un proprio parere circa la conformità alle norme del Codice di autodisciplina pubblicitaria di un messaggio pubblicitario definitivo e non ancora diffuso. Ovviamente il parere è valido se i dati e le informazioni fornite sono completi. Se il comitato approva una pubblicità per la quale aveva espresso parere favorevole:  non può successivamente agire contro la pubblicità approvata. Il parere espresso, però, non può essere utilizzato per fini pubblicitari,

4)chiedere in ogni momento di fornire la documentazione idonea per accertare la veridicità dei dati, delle descrizioni, affermazioni, illustrazioni e testimonianze usate. Per valutare tutta la documentazione il comitato può avvalersi di esperti.

Il comitato esplica tutte le proprie funzioni senza formalità.

(Normativa di riferimento: art. 32 e 39 Codice di autodisciplina pubblicitaria).

 

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