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Gli impegni in materia di concorrenza

L’art. 14 ter della legge 287/90 introduce anche nell’ordinamento italiano gli “Impegni” già presenti a livello comunitario e disciplinati dall’art. 9 del Regolamento 1/2003.

Dopo che l’Antitrust ha aperto un’istruttoria, ed in particolare entro 3 mesi dalla notificazione dell’apertura di un’istruttoria per la violazione:

-degli articoli 2 e 3 della legge 287/90 cioè in caso di intese restrittive della libertà di concorrenza o di abuso di posizione dominante,

-degli articoli 81 e 82 del Trattato CE (ora articoli 101 e 102 TFE) sulle intese e sullo sfruttamento abusivo di posizione dominante,

la parte interessata, cioè l’impresa, può presentare degli “impegni” tali da far venire meno i profili e gli effetti anticoncorrenziali in modo permanente nei mercati interessati e che sono oggetto dell’istruttoria.

Scaduto il termine indicato dalla normativa, ovverosia se decorrono i 3 mesi, l’impresa non può più presentare impegni.

Possono essere applicati gli “impegni” solo se l’infrazione commessa dall’impresa non sia grave.

L’Autorità Antitrust valuta tali impegni e nel rispetto delle normative comunitarie, ed

a)li rende obbligatori,

b)chiude il procedimento aperto,

c)non irroga la sanzione pecuniaria.

Tuttavia se l’impresa dopo aver presentato gli impegni non li rispetti, l’Antitrust può irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria fino al 10% del fatturato.

L’Antitrust può anche dopo la chiusura del procedimento:

a)vigilare e monitorare il comportamento successivo dell’impresa e

b)riaprire anche d’ufficio il procedimento nei casi in cui:

1)si modifica una situazione di fatto rispetto ad un elemento su cui si fonda la decisione (le decisioni sono fondate sul principio rebus sic stantibus),

2)le imprese che hanno presentato gli impegni, divenuti obbligatori, non li rispettino,

3)la decisione dell’Antitrust si è fondata su informazioni fornite dalle imprese che sono risultate (le informazioni) incomplete, inesatte e fuorvianti.

Con tale istituto giuridico si vuole dare una sorta di “premio” all’impresa, per cui le si dice “non ti puniamo purchè tu velocemente ed in modo più efficace cessi autonomamente il comportamento anticoncorrenziale”.

Nel caso in cui l’Antitrust archivi il procedimento ci possono essere dei problemi di natura probatoria per i concorrenti ed i consumatori che vogliano agire comunque perché si ritengono danneggiati e richiedere il risarcimento dei danni.

L’elemento probatorio (la prova) sarà inevitabilmente più complicato da ricostruire.  

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