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Gara pubblica. Impedire la partecipazione è concorrenza illecita.

Gara pubblica. Impedire la partecipazione è concorrenza illecita.

Il caso affrontato dalla Corte di legittimità era relativo al compimento di atti di concorrenza sleale da parte di un’organizzazione criminale per impedire ad un imprenditore di partecipare ad una gara pubblica.

Gli atti di concorrenza sleale consistevano nel costringere gli imprenditori interessati a partecipare agli incanti relativi all’aggiudicazione

  • a) dei lavori di completamento di un impianto sportivo e
  • b) dei lavori di realizzazione del parcheggio con sottostanti locali pubblici presso un Comune (quello di Piana di Monte Verna)

a rinunciare alla presentazione di offerte.
Spesso nell’ambito dei procedimenti penali per associazione a delinquere le procure contestano il reato di concorrenza illecita.
La disposizione di cui all’art. 513 bis codice penale:

  • 1)ha natura di reato complesso,
  • 2)è collocata tra i reati contro l’industria ed il commercio e
  • 3)presuppone una condotta dell’agente tesa a scoraggiare mediante violenza o minaccia l’altrui concorrenza.

Scopo della disposizione di cui all’art. 513 bis cod. pen. è:

  • la tutela dell’ordine economico e, quindi,
  • del normale svolgimento delle attività produttive ad esso inerenti.

Si veda: la sentenza della Cassazione penale n. 14467 del 2004 e la sentenza della Cassazione penale n. 7335 del 2007.
Il costringere un imprenditore concorrente con violenza o minaccia (è indifferente) a rinunciare a partecipare ad una gara pubblica per un appalto implica la commissione del reato di concorrenza illecita ai sensi dell’art. 513 bis c.p.

(Corte di Cassazione, sezione 2  penale, sentenza n. 15781 pubblicata il 26-03-2015).

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