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Farmacie, la pubblicità, gli orari e la concorrenza sleale.

Farmacie, la pubblicità, gli orari e la concorrenza sleale.

Un farmacista era stato sanzionato dal proprio Ordine di appartenenza in quanto aveva violato le prescrizioni in materia di:

  • orari di apertura della farmacia e
  • di pubblicità.

Nelle more del giudizio di legittimità è stata emanata una successiva normativa statale, il decreto legge 24 gennaio 2012, n.1. Tale decreto:

  • conteneva disposizioni urgenti per la concorrenza che
  • hanno modificato la disciplina
  • disponendo il potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica e
  • l’accesso alla titolarità delle farmacie,
  • la modifica alla disciplina della somministrazione dei farmaci e
  • altre disposizioni in materia sanitaria.

La nuova normativa ha stabilito che i turni e gli orari di farmacia stabiliti dalle autorità competenti in base alla vigente normativa ‘non impediscono l’apertura della farmacia in orari diversi da quelli obbligatori’.
La Corte di Cassazione ha quindi annullato la sanzione al farmacista.

Un appartenente ad un ordine professionale:

  • non si comporta illegittimamente e quindi
  • non può essere sanzionabile in via disciplinare –
  • se si avvale di una facoltà riconosciuta da una norma di legge e
  • disattendere le prescrizioni di un’intesa raggiunta con gli altri professionisti.

L’accordo fra imprenditori o fra le loro associazioni di categoria:

  • in quanto contratto atipico,
  • diretto a restringere e limitare convenzionalmente l’esercizio di facoltà legittimamente spettanti al singolo imprenditore (nel caso in esame farmacista),
  • non supera il vaglio di meritevolezza degli interessi perseguiti, ai sensi dell’art. 1322 cod. civ.
  • in relazione alle esigenze di effettiva realizzazione di un assetto concorrenziale del mercato e, all’interno di questo,
  • anche di quello della vendita al dettaglio dei prodotti farmaceutici.

(Corte di Cassazione, sezione 3 civile, sentenza n. 3080 pubblicata il 08-02-2013, presidente A. Amatucci).

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