Avvocato Cavalea > Sentenze  > Concorrenza sleale  > Tribunali e Corti d’appello  > Fallimento e concorrenza sleale

Fallimento e concorrenza sleale

Fallimento e concorrenza sleale.

L’intervenuto fallimento della società convenuta per concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 n. 2 e n.3 non esclude l’interesse della società attrice ad ottenere una pronuncia di inibitoria nei suoi confronti.

Ciò a motivo del fatto che la persistenza dell’interesse ad agire prescinde dall’effettiva possibilità di reiterazione (delle condotte di concorrenza sleale). Si veda sul punto Cassazione civile, sezione lavoro, sentenza n.23476 del 19.11.2010.

Mentre la pubblicazione della sentenza di condanna per concorrenza sleale non può essere disposta se interviene il fallimento della società convenuta ai sensi degli articoli 51 e 52 della legge fallimentare.

Infatti la pretesa esecutiva volta ad ottenere la pubblicazione della sentenza di condanna si tradurrebbe in obblighi di fare a spese della convenuta ormai fallita.

Per altro verso anche l’imposizione di una penale adeguata per:

  • ogni violazione o inosservanza e
  • per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento di inibitoria

non può trovare accoglimento per analoga motivazione, ovverosia il fallimento della società convenuta.

(Trib. di Torino, sez. specializzata in materia di impresa, sentenza n. 5493 pubblicata il 15.11.2017, giud. rel. E. Di Capua)

Condividi: