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Facebook fa business con le vostre info. Sanzioni antitrust.

L’Antitrust nella riunione del 29 novembre, ha irrogato sanzioni per complessivi 10 milioni di euro a

  • Facebook Ireland Ltd. ed alla
  • Facebook Inc. sua controllante

per presunte violazioni del Codice del Consumo.

Facebook avrebbe violato in violazione gli artt. 21 e 22 del Codice del Consumo e nella specie:

  • avrebbe indotto in modo ingannevole i consumatori a registrarsi nella piattaforma Facebook,
  • evitato di informare i consumatori adeguatamente e immediatamente,
  • in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale dei dati da loro forniti e delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio di social network ed ha
  • soltanto enfatizzato la gratuità.

In questo modo i consumatori hanno assunto una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso:

  • la registrazione al social network e
  • la permanenza nel medesimo.

Le informazioni fornite dal social network risulterebbero altresì:

  • generiche ed incomplete e
  • non distinguendo in modo chiaro tra l’utilizzo dei dati necessario per:
  • a)la personalizzazione del servizio (con l’obiettivo di facilitare la socializzazione con altri utenti “consumatori”) e
  • b)l’utilizzo dei dati per realizzare campagne pubblicitarie mirate.

Facebook avrebbe violato anche gli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo con una pratica aggressiva. Il social network eserciterebbe un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati.

I consumatori subirebbero:

  • senza espresso e preventivo consenso  e quindi
  • in modo inconsapevole e automatico
  • la trasmissione dei propri dati da Facebook ad altri siti web/app di terzi e viceversa per finalità commerciali.

L’indebito condizionamento deriverebbe dall’applicazione di un meccanismo di preselezione del più ampio consenso alla condivisione di dati.

La decisione dell’utente di limitare il proprio consenso comporta, infatti, la prospettazione di rilevanti limitazioni alla fruibilità del social network e dei siti web/app di terzi.

Facebook vorrebbe quindi condizionare gli utenti a mantenere la sua scelta pre-impostata.  Nello specifico attraverso la pre-selezione della funzione “piattaforma attiva”:

  1. preimposta l’abilitazione ad accedere a siti web ed app esterni con il proprio account,
  2. predispone la trasmissione dei dati dell’utente ai singoli siti web/app,
  3. in assenza di un consenso espresso da parte del consumatore.

Facebook reitererebbe anche il meccanismo della pre-selezione in opt out rispetto ai dati che vengono condivisi, nella fase in cui l’utente accede con il proprio account a ciascun sito web/app di terzi, inclusi i giochi.

L’utente può anche in questo caso, solo deselezionare la pre-impostazione sui dati operata da Facebook, senza poter attuare in ordine agli stessi una scelta attiva, libera e consapevole .

Stanti i rilevanti effetti della pratica sui consumatori, l’Antitrust ha imposto al professionista, ai sensi dell’art. 27, comma 8, del Codice del Consumo, l’obbligo di pubblicare una dichiarazione rettificativa sul sito internet e sull’App per informare i consumatori.

 

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