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Fabbricazione di prodotti identici.

Fabbricazione di prodotti identici.  

La fabbricazione di prodotti identici non sempre può essere punita come concorrenza sleale.

Infatti la tutela concorrenziale concerne forme che hanno una efficacia: a) individualizzante e b) diversificatrice del prodotto rispetto ad altri simili.

Mentre non sono compresi nella tutela concorrenziale (cioè non si possono tutelare) gli elementi formali dei prodotti imitati che nella percezione del pubblico non assolvano ad una specifica funzione distintiva del prodotto stesso, intesa nel duplice effetto:

  • di differenziarlo rispetto ai prodotti simili e
  • di identificarlo come riconducibile ad una determinata impresa.

L’imitazione rilevante ai fini della concorrenza sleale per confondibilità non si identifica con la riproduzione di qualsiasi forma del prodotto altrui, ma solo con quella che cade sulle caratteristiche esteriori dotate di efficacia individualizzante.

In pratica: tali caratteristiche esteriori devono essere idonee, proprio in virtù della loro capacità distintiva, a ricollegare il prodotto ad una determinata impresa.

Inoltre, non può attribuirsi carattere individualizzante alla forma funzionale, cioè a quella resa necessaria dalle stesse caratteristiche funzionali del prodotto.

Pertanto, in mancanza di tutela brevettuale (cioè se chi agisce non ha un brevetto), la fabbricazione di prodotti identici nella forma a quelli realizzati da impresa concorrente, costituisce atto di concorrenza sleale soltanto se la ripetizione dei connotati formali non si limiti a quei profili resi necessari dalle stesse caratteristiche funzionali del prodotto, ma investa caratteristiche del tutto inessenziali alla relativa funzione (si veda sul punto: Corte di Cassazione, sentenza n. 1062 del 2006).

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa -A- sentenza n. 11919, pubblicata il 27.11.2017, giudice rel. S. Giani).