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ex dipendenti condannabili al risarcimento dei danni morali se commettono atti di concorrenza sleale.

Nel caso affrontato dalla I sezione della Corte di Cassazione (con la sentenza n. 13085 del 24-06-2015) due dipendenti (uno appena dimessosi e diventato amministratore della nuova società concorrente, l’altro ancora dipendente) hanno inviato file contenenti indicazioni di natura commerciale alla nuova società concorrente.

Tali comportamenti sono stati considerati professionalmente scorretti in quanto idonei potenzialmente a danneggiare l’azienda (attrice) presso la quale prestavano (o avevano prestato) la loro opera professionale.

Gli ex dipendenti hanno anche commesso i reati di cui agli articoli:

-615 ter cod. pen. (accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico) e

-615 quater cod. pen. (detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici).

Gli ex dipendenti sono stati condannati al risarcimento dei danni anche morali (il cd. danno non patrimoniale) liquidati in via equitativa.

(in casi simili si può anche ottenere un provvedimento che inibisca – cioè impedisca – alla nuova società di utilizzare i file avuti illecitamente)

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