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Ex amministratore delegato e distrazione di dipendenti.

Ex amministratore delegato e distrazione di dipendenti.

L’ex amministratore delegato può stornare dipendenti, nella specie promotori finanziari, a favore di altra società concorrente ove è stato designato nuovo amministratore.

Nel caso affrontato dal Tribunale di Milano, nonostante il nomero dei promotori finanziari stornati fosse rilevante, 100 su 307 promotori finanziari, il Tribunale meneghino non ha considerato l’ex amministratore delegato come responsabile civilmente neppure ai sensi dell’art. 2043 del cod. civ.

Egli non è stato neppure riconosciuto responsabile contrattualmente per concorso nella condotta di concorrenza sleale.
Cio’ in quanto la società che aveva visto trasferiti la maggior parte dei propri dipendenti non era riuscita a provare in causa la sua responsabilità quanto alla violazione dei suoi doveri gestori e di correttezza.
Infatti, una tale situazione è stata considerata sintomatica:

  • non tanto di una dolosa distrazione dei dipendenti (promotori finanziari), ma
  • piuttosto di altra e differente vicenda: il cambio di controllo societario.

In pratica la società nella quale prestavano la loro collaborazione aveva effettuato un cambio di proprietà che non era gradito ai dipendenti stornati.

Tale cambio di proprietà è risultato non di gradimento ai promotori finanziari che hanno preferito seguire il precedente amministratore in altra società concorrente.

Quindi il Tribunale ha imputato il pur rilevante storno di dipendenti:

  • non come una condotta scorretta dell’amministratore o della nuova società,
  • ma ad una libera scelta dei dipendenti che non apprezzavano il cambio di controllo della società. 

Ciò che ha rilevato nel caso del genere è che il passaggio di dipendenti da una impresa ad un’altra è avvenuto:

  • in base alla fisiologiche regole del mercato e
  • senza che l’impresa la quale ha acquisito i dipendenti o tantomeno il nuovo amministratore abbia violato i canoni di correttezza professionale e
  • senza che sia stato provato in causa l’animus nocendi (ovverosia la sola intenzione di nuocere) da parte della società asseritamente soggetto passivo della concorrenza sleale. Ciò indipendentemente dal numero dei promori stornati.

(Tribunale di Milano, sezione specializzata per l’impresa -B- sentenza n. 4722 pubblicata il 08-04-2014, presidente E.R.Crugnola).