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Due casi di concorrenza sleale: il cherry picking e lo storno di uno staff

Due casi di concorrenza sleale.

Fattispecie lecite di storno di dipendenti altrui sono il frutto di una fisiologica dinamica del mercato mentre quelle illecite esprimono una patologia.

Lo storno illecito di dipendenti è una delle espressioni più tipiche della concorrenza sleale per contrarietà alla correttezza professionale.

Nel caso di storno di dipendenti sussistono opposte esigenze: 

  • la libera circolazione del lavoro  ai sensi dell’art. 36 della Cost. e la libertà di impresa ai sensi dell’art. 41 della Carta Costituzionale.

Tali legittime esigenze possono esser eliminate solo in presenza di condotte particolari che alterino la dinamica della concorrenza lecita.

In generali lo storno è considerato illecito quando:

  • -violi la disciplina giuslavoristica in quanto è potenzialmente rischioso per la continuità aziendale dell’imprenditore che subisce  lo storno  nella sua capacità competitiva o
  • -avvenga con modalità non prevedibili in grado cioè di provocare alterazioni non immediatamente assorbibili e che hanno un effetto shock sull’ordinaria attività di offerta di beni o di servizi dell’impresa che subisce lo storno.

A livello pratico sono state considerati esempi di storno illecito:

  • -lo storno di uno staff al fine di crearsi un vantaggio competitivo di soggetti pratici del medesimo sistema di lavoro in una determinata zona e delle conoscenze di mercato da essi acquisite ed
  • -il cosiddetto “cherry picking” ovverosia la scelta di assumere solo e soltanto collaboratori della concorrenza dotati di una specifica competenza perché provenienti da uno specifico settore e con un ruolo apicale nel comparto interessato.

Si vedano: Corte di Cassazione, sent. n.94 del 2017 e Tribunale di Milano, sent. n. 4006 del 09.04.2018

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