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Domanda di concorrenza sleale.

Domanda di concorrenza sleale

La domanda di concorrenza sleale non può essere assorbita da quella di contraffazione. La Corte di Cassazione ha specificato, cassando sul punto la decisione della Corte di appello, che proposta la domanda di concorrenza sleale quest’ultima non possa essere assorbita da quella di contraffazione, anche se si basa sui medesimi fatti.
Infatti si tratta di due domande diverse per presupposti ed oggetto.
Infatti quella di contraffazione di un marchio: a) ha carattere personale, b) presuppone la confondibilità con i prodotti della concorrente e, quindi, c) la possibilità di uno sviamento della clientela, con conseguente danno e d) la responsabilità del contraffattore è indipendente da connotazioni soggettive.
Mentre la seconda: a) ha natura reale, b) opera indipendentemente dalla confondibilità dei prodotti e c) nell’azione per concorrenza sleale l’intenzionalità dell’agente è presunta.
Si vedano sul punto numerose pronunce: Corte di Cassazione, sentenza n. 8119 del 2009, Corte di Cassazione, sentenza n. 9617 del 1998, Corte di Cassazione, sentenza n. 9728 del 1996.
Tuttavia, in entrambi i casi, sia se si procede con azione di contraffazione che con quella di concorrenza sleale i danni vanno comunque sempre provati.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n.24652 pubblicata il 19-11-2014, presidente F. Forte).

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