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Domain name e concorrenza sleale.

Domain name e concorrenza sleale.

Non può essere utilizzato nel proprio nome a dominio il domain name di altro imprenditore concorrente.

Tale comportamento è idoneo a creare confusione con i prodotti e le attività dell’imprenditore concorrente.
Tale condotta è quindi illegittima e da considerarsi atto di concorrenza sleale per appropriazione di un nome a dominio.
La violazione delle norme sulla concorrenza si puo’ configurare anche prima che la società concorrente si venga a costituire.

Infatti come nella materia della concorrenza è risaputo, anche gli atti preparatori di una attività possono considerarsi vera e propria attività prodromica anticoncorrenziale.
Mentre una volta accertati gli atti di concorrenza sleale per appropriazione di un domain name altrui, è anche ammissibile la pubblicazione della sentenza di condanna su:

  • a) una o più riviste specializzate del settore di riferimento (consiglio sempre di indicarle in modo preciso) e
  • b) sulla stampa nazionale.

Nel caso affrontato dal Tribunale di Torino gli atti illeciti accertati sono consistiti anche in comunicazioni ai terzi.
Tuttavia il Tribunale non ha riconosciuto il risarcimento del danno inteso:

  1. come danno emergente (la contrazione delle vendite),
  2. danno all’immagine,
  3. spese per perizie e spese per per tutelare la propria immagine e
  4. come lucro cessante (legato all’uso scorretto del nome a dominio)

poichè il soggetto attivo (cioè colui che ha subito l’appropriazione del proprio domain name) non ha fornito al giudice sufficienti mezzi di prova circa l’esistenza del pregiudizio (cioè del danno), ancora prima che della sua entità.

In pratica, sostiene il Tribunale, si deve prima provare in causa di avere subito il danno e poi si puo’ dimostrare la sua entità (cioè il quantum). L’appropriazione del domain name altrui non è sufficiente a richiedere il risarcimento dei danni.

(Tribunale di Torino, Tribunale delle Imprese, sentenza n. 4197 pubblicata il 25-07-2016, giudice U. Scotti).