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divulgazione di notizie denigratorie: quando c’è la concorrenza sleale.

Affinchè si configuri la concorrenza sleale  (e nel caso affrontato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 11466 del 03-06-2015) la “concorrenza denigratoria” ai sensi dell’art. 2598, n.2 c.c. la divulgazione di una notizia denigratoria deve avvenire nei confronti di più persone. Tuttavia non sono sufficienti semplici esternazioni occasionali rivolte a singoli interlocutori nell’ambito di separati e limitati colloqui. La Cassazione sul punto è costante. Si vedano le sentenze: Cass. 08-03-2013, n.5848; Cass. 30-05-2007, n. 12681; Cass. 29-07-1969, n.2728. Quindi se viene consegnata una relazione di natura tecnica ad un solo soggetto che contiene osservazioni ritenute sfavorevoli per un prodotto (o un imprenditore) o denigratorie, non può configurarsi la concorrenza sleale per violazione dell’art. 2598 n.2 c.c. Ciò neppure nel caso in cui tale relazione sia successivamente divulgata a terzi, salvo si provi che la diffusione della relazione sia stata provocata o favorita dall’autore stesso della relazione cd. denigratoria.

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