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Divieto di concorrenza dell’amministratore. Cosa può fare il socio?

Divieto di concorrenza dell’amministratore. Cosa può fare il socio?

L’art. 2301 c.c. stabilisce:

  • il divieto di concorrenza per l’amministratore ed in caso di sua inosservanza
  • che la la società ha diritto al risarcimento del danno salvo l’applicazione dell’articolo 2286 c.c..

Tuttavia il socio di una società in nome collettivo non è legittimato ad agire per ottenere direttamente la tutela della società rispetto alla attività di concorrenza esercitata in violazione dell’art. 2301 c.c. 
Quindi il socio non può agire al fine di ottenere il risarcimento dei danni cagionati alla società in caso di inosservanza del divieto di concorrenza.
Tecnicamente si dice che egli non ha la ‘legittimazione attiva’.
In più il socio di una s.n.c. non puo’ nemmeno invocare la tutela della società a fronte di atti di concorrenza ‘sleale’ ai fini:

  • a)di ottenerne l’inibitoria ai sensi dell’art. 2599 c.c. e 
  • b)tantomeno in via surrogatoria,

atteso che ai sensi dell’art. 2900 c.c. colui che si assume creditore è legittimato ad esercitare le azioni che spettano verso i terzi al proprio debitore e che questi trascura di esercitare purchè si tratti di azioni che abbiano contenuto patrimoniale.
Non è un’azione di carattere patrimoniale quella volta ad ottenere una pronuncia di accertamento e di inibitoria in materia di concorrenza sleale, che spetta solo all’avente diritto, cioè, alla società.

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa -B- sentenza n. 5621 pubblicata il 06-05-2015, giudice A. Dal Moro).

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