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Divieto di concorrenza del socio.

Divieto di concorrenza del socio.

L’art. 2301 c.c. vieta l’esercizio in concreto di attività concorrenziale da parte del socio. Quest’ultimo non può senza il consenso degli altri soci:

  • esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società né
  • partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente.

La violazione di tale divieto deve essere circoscritta al periodo ricompreso tra:

-quello in cui la società concorrente costituita dal socio ha effettivamente iniziato ad operare sul mercato e

-quello in cui è avvenuta l’esclusione del socio medesimo (cioè dovete far riferimento al periodoi n cui il socio è fa ancora parte della società e non quando ne è uscito).

Mentre in materia di concorrenza sleale e di divieto di concorrenza previsto dall’art. 2301 cod. civ. si applica il principio generale secondo cui il danno cagionato da atti di concorrenza sleale non è in re ipsa ma,

  • essendo conseguenza diversa ed ulteriore rispetto alla distorsione delle regole della concorrenza,
  • richiede di essere autonomamente provato secondo i principi generali che regolano il risarcimento da fatto illecito ai sensi dell’art. 2043 del cod. civ. (cioè è necessario che provate il danno, il nesso causale con la condotta del socio ed il relativo ammontare).

Di conseguenza solo la dimostrazione dell’esistenza del danno consente il ricorso al criterio equitativo ai fini della liquidazione (La Cassazione sul punto è pacifica).

(Tribunale di Cagliari, sez. I civile, sentenza n.981 pubblicata il 24.03.2017, rel. I. Tamponi).

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