Avvocato Cavalea > Articoli  > Divieto di concorrenza del socio di una società di persone e risarcimento del danno.

Divieto di concorrenza del socio di una società di persone e risarcimento del danno.

Divieto di concorrenza del socio di una società di persone e risarcimento del danno.

L’accertamento di concreti fatti materiali di:

  • concorrenza sleale o
  • violazione del divieto di concorrenza del socio di una società di persone ex art. 2301 c.c.

comporta una presunzione di colpa ai sensi dell’art. 2600 c.c.

Quindi il socio che abbia violato il divieto di concorrenza stabilito dall’art. 2301 del c.c. deve dimostrare l’assenza dell’elemento soggettivo ai fini dell’esclusione della sua responsabilità. Egli è tenuto a dimostrare che:

  • non ha agito con dolo o colpa e
  • per l’appunto non ha violato il disposto dell’art. 2301 c.c. (sul divieto di concorrenza da parte del socio di una società in nome collettivo).

Mentre chi ha subito la violazione del divieto (il cosiddetto soggetto passivo) non può limitarsi a riferire la violazione del socio ma, se vuole ottenere il risarcimento dei danni, deve provare il corrispondente danno cagionato (che come ho già scritto in vari articoli non è mai in re ipsa) ma è:

  • una conseguenza diversa ed ulteriore rispetto alla distorsione delle regole della concorrenza e
  • necessita di apposita prova ai sensi dell’art. 2043 c.c.

Quindi solo la dimostrazione dell’esistenza del danno consente l’utilizzo del criterio equitativo per la relativa liquidazione (si veda: Corte di Cassazione civile, sentenza n. 25921 del 2015).

(Tribunale di Cagliari, prima sezione civile, sentenza n. 981 pubblicata il 24.03.2017, presidente M. Mura).

Se ritieni l’articolo di utilità, condividilo con chi può trarne beneficio. Grazie.