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Divieto di concorrenza del lavoratore subordinato.

Divieto di concorrenza del lavoratore subordinato.

Il divieto di concorrenza del lavoratore subordinato vale solo limitatamente alla durata del rapporto di lavoro.

La giurisprudenza della Corte di legittimità segue il principio che l’obbligo di fedeltà sancito dall’art.2105 c.c. che si specifica nel divieto di concorrenza nei confronti del prestatore di lavoro subordinato, riguarda:
a)non già la concorrenza che il prestatore, dopo la cessazione del rapporto, può svolgere nei confronti del precedente datore di lavoro, ma
b)quella svolta illecitamente nel corso del rapporto,
mediante lo sfruttamento di conoscenze tecniche e commerciali acquisite per effetto del rapporto stesso. Si veda Corte di Cassazione, sentenza n. 13394 del 19.07.2004.
Quindi un lavoratore subordinato può legittimamente intraprendere una nuova attività imprenditoriale nel settore dei semilavorati in epoca successiva alle rassegnate dimissioni.

Io aggiungo: in assenza di un patto di non concorrenza stipulato per regolare i loro rapporti successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro.
Giova precisare che durante la vigenza del rapporto di lavoro la condotta assunta dal lavoratore era sempre stata corretta.

(Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 18459 pubblicata il 29-08-2014, presidente L. Macioce).

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