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Storno di un manager e concorrenza sleale.

Storno di un manager e concorrenza sleale.

Anche lo storno di un manager può configurare un illecito concorrenziale.

Si pensi all’ipotesi di un manager

  • in posizione apicale nell’azienda (anche se quest’ultima non sia di rilevanti dimensioni)
  • dotato di particolari competenze tecniche e
  • che collabora con il suo attuale datore di lavoro da tanti anni.

Tutte le conoscenze che il manager può apportare al nuovo competitor in termini di know-how (liste clienti, conoscenze del mercato, dei fornitori, delle condizioni di vendita). Tali conoscenze possono essere illegittimamente sfruttate senza alcuno sforzo da parte del concorrente scorretto.

Ovviamente l’impresa che subisce lo storno, a causa della condotta scorretta del competitor, deve:

  • essere obiettivamente danneggiata e
  • non essere in grado di sostituire facilmente e velocemente quel manager.

Peggio ancora è il caso in cui un manager faccia il cosiddetto “doppio gioco” ovverosia collabori con una nuova azienda concorrente durante la pendenza del proprio rapporto di collaborazione.

Sussiste infatti un’ipotesi di concorrenza sleale per la violazione dei principi della correttezza professionale ai sensi dell’art. 2598 n.3 c.c., sotto il profilo dello storno di dipendenti, quando una società all’inizio della propria attività impiega come amministratore un dirigente alla guida di altra impresa concorrente.

Infatti secondo la Cassazione, “il fine della danneggiante è proprio quello di sfruttarne le capacità del manager e la sua esperienza professionale a proprio vantaggio ed a danno della concorrente”.

(Corte di Cassazione, sezione 1°, sentenza n. 25652 pubblicata il 04-12-2014, Presidente Ceccherini Aldo).

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