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Dipendente che viola il patto di non concorrenza.

Dipendente che viola il patto di non concorrenza. 

Come può il giudice ordinare al dipendente che viola il patto di non concorrenza di smettere di lavorare per un imprenditore concorrente?

Nel caso in cui un ex dipendente abbia sottoscritto un patto di non concorrenza ed il giudice, su domanda del suo ex datore di lavoro, accerti che il dipendente abbia violato il patto di non concorrenza, come può essere obbligato a dare esecuzione al provvedimento del giudice che gli inibisce di violare il patto?

La questione è un po complessa.

Pare non si possa ordinare ad un lavoratore la cessazione del nuovo rapporto di lavoro, magari a tempo indeterminato, instaurato alle dipendenze di un altro imprenditore in concorrenza con il suo precedente, ma in violazione del patto di non concorrenza.

Tuttavia nel caso in cui il lavoratore non si adegui spontaneamente, sembra difficile obbligarlo in forma specifica.

Quindi in questi casi si preferisce procedere:

  • mediante misure atipiche di coazione indiretta ovverosia con l’imposizione di una penale per ogni giorno di eventuale mancato ottemperamento all’ordine inibitorio  emesso dal giudice e
  • penalmente ai sensi dell’art. 388 c.p. (mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice).

In questi due ultimi modi si agisce direttamente ed in modo esclusivo sul lavoratore.

Mentre se ricorrono i presupposti della concorrenza sleale si potrà agire nei confronti del nuovo datore di lavoro ai sensi dell’art. 2598, n.3  c.c.