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Dimissioni in massa senza preavviso per andare dalla concorrenza.

Dimissioni in massa senza preavviso per andare dalla concorrenza.

Il dovere di fedeltà sancito dall’art. 2105 del codice civile si sostanzia nell’obbligo del lavoratore:

  • di tenere un comportamento leale verso il datore di lavoro e
  • di tutelarne in ogni modo gli interessi.

Di conseguenza rientra nella sfera di tale dovere:

  • 1)il divieto di concorrenza ed in particolare,
  • 2)il divieto di trattare affari per conto proprio o di terzi in concorrenza con l’imprenditore nel medesimo settore produttivo o commerciale.

Tali divieti sussistono anche quando il comportamento tenuto dal lavoratore non integri gli estremi della concorrenza sleale ai sensi dell’art.2598 cod. civ.
Le asserite condotte lesive dei dipendenti commesse durante il rapporto di lavoro devono essere provate.
Si deve dimostrare:

  • la condotta infedele dei dipendenti prima delle dimissioni,
  • altrimenti alcuna condanna può essere emessa nei loro confronti per violazione dell’art. 2105 del cod. civ.

A nulla rilevano le loro dimissioni:

  • in massa (erano nel caso di specie tre dipendenti con elevata specializzazione),
  • senza preavviso e
  • contemporanee

per entrare nella compagine sociale di una nuova società svolgente la medesima attività.
E ciò anche alla luce dell’assenza di un patto di non concorrenza sottoscritto.

La Corte ritiene che:

  • non solo il datore avrebbe dovuto far firmare loro un patto di non concorrenza, ma
  • avrebbe dovuto anche dimostrare che esse si erano attivati violando l’art. 2015 c.c. durante la vigenza del contratto di lavoro.

Nel caso di specie però  la società agente non aveva invocato anche la violazione dell’art. 2598 c.c. I lavoratori, potranno essere condannati solo al pagamento di una somma a titolo di mancato preavviso.

(Corte di Appello di Brescia, sezione lavoro, sentenza n. 373 pubblicata il 25-09-2013, presidente A. Nuovo).

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