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Dimensioni aziendali e concorrenza sleale.

Dimensioni aziendali e concorrenza sleale.

Le dimensioni aziendali di una impresa a nulla rilevano se quest’ultima commette atti di scorrettezza commerciale. Quindi a nulla rileva se una azienda sia grande, media o piccola.

Nel caso in cui si riscontrino tutti i presupposti per la violazione dell’art. 2598 n.3 cod. civ. (e nel caso specifico di storno illecito di dipendenti), a nulla vale la difesa della società concorrente che ritiene non sussistente l’illecito a cagione delle sue modeste dimensioni aziendali.
Infatti la differenza riscontrabile tra le dimensioni di due imprese, trattandosi di un elemento di natura oggettiva non viene in considerazione neppure ai fini dell’accertamento del rapporto di concorrenzialità, che rappresenta il presupposto indefettibile dell’illecito.
Il rapporto di concorrenza postula:

  • il contemporaneo esercizio di una medesima attività industriale o commerciale
  • in un ambito territoriale anche solo potenzialmente comune,
  • ai fini del quale non occorre che le imprese operino allo stesso livello economico.

Cio’ che è sufficiente è che la loro attività incida su una clientela comune, da intendersi come insieme dei consumatori che esprimono il medesimo bisogno di mercato, si da potersi ritenere che una delle stesse possa ricevere danno dall’ingresso e dall’espansione dell’altra nel settore cui entrambe:

  • si rivolgono o
  • prevedibilmente si rivolgeranno.

Si veda Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza del 26-04-1978, n. 1940; Corte di Cassazione, sentenza del 27-061975, n. 2517; Corte di Cassazione, sentenza del 14-12-1973, n. 3400.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 6274 del 31-03-2016, presidente A. Ceccherini).

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