Denigrazione del competitor.

Denigrazione del competitor.

Ai fini della configurabilità della concorrenza sleale per denigrazione del competitor, non è necessario che le notizie e gli  apprezzamenti diffusi tra il pubblico riguardino specificamente i prodotti dell’impresa concorrente.

Infatti la denigrazione può avere ad oggetto:

  • a)anche circostanze od opinioni inerenti, più in generale, all’attività di un’impresa,
  • b)la sua organizzazione o
  • c)il modo di agire dell’imprenditore nell’ambito professionale.

La lettera dell’art. 2598 n. 2 cod. civ. richiede che la diffusione delle notizie e degli apprezzamenti denigratori sia:

  • a)ad un numero indeterminato o
  • b)quanto meno ad una pluralità di persone.

In tal modo è esclusa la configurabilità della fattispecie di denigrazione del competitor nell’ipotesi di:

  1. esternazioni occasionalmente rivolte a singoli interlocutori e
  2. nell’ambito di separati e limitati colloqui

Si veda anche la Corte di Cassazione civile, sezione 1, sentenza n. 5848 del 08.03.2013 e Corte di Cassazione civile, sentenza n. 12681 del 30.05.2007.

Tuttavia se le dichiarazioni denigratorie sono:

  • fortemente offensive, diffamatorie e
  • destinate ai dipendenti del concorrente (indipendentemente dalle finalità)

si ritiene dimostrato il carattere non occasionale della condotta e la portata espansiva della comunicazione, rivolta a più soggetti determinati ed idonea ad estendere i propri effetti anche ad una pluralità di ulteriori persone.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 18691 pubblicata il 22-09-2015, presidente R. Rordorf).