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Danneggiare l’altrui azienda.

Danneggiare l’altrui azienda. Lo storno dei dipendenti.

Lo storno dei dipendenti è illecito quando “venga attuato con lo specifico scopo di danneggiare l’altrui azienda.
Lo scopo di danneggiare l’altrui azienda emerge quando ricorrono elementi quali:

  • 1)la quantità del soggetti stornati,
  • 2)la portata dell’organizzazione complessiva dell’impresa concorrente,
  • 3)la posizione che i dipendenti stornati rivestivano all’interno dell’azienda concorrente,
  • 4)la scarsa fungibilità dei dipendenti,
  • 5)la rapidità dello storno,
  • 6)il parallelismo con l ’iniziativa economica del concorrente stornante.

Si veda anche: Corte di Casazione civile 1 sezione, sentenza n. 1268 del 22.07.2004.

In tale contesto nessun rilievo viene dato all’attività di convincimento svolta dalla parte (l’imprenditore) stornante. Ciò che rileva è il risultato che viene perseguito cioè quello di crearsi un vantaggio competitivo a danno del concorrente tramite una strategia diretta ad acquisire uno staff operativo costituito da soggetti pratici del medesimo sistema di lavoro dentro una zona precisa.
In tal modo:

  • a) il loro modus operandi,
  • b) le conoscenze burocratiche e di mercato da essi acquisite,
  • c) l’immagine stessa di operatori di un certo settore,

sono tolti ad una organizzazione concorrente, la quale, nell’immediato, si è trova svuotata di specifiche sue ordinarie possibilità operative. Si veda Corte di Cassazione, sentenza n. 5671 del 1998.
L’obbiettivo strategico delle concorrenti sleali persegue la finalità di sottrarre lo staff costituente la struttura portante della rete distributiva della concorrenza allo scopo:

  • a) di paralizzarla e
  • b) di acquisirne lo spazio.

Emerge in ciò  l’animus nocendi che è costituito:

  1. dalla volontà di appropriarsi,
  2. attraverso un gruppo di dipendenti,
  3. del metodo di lavoro e dell’ambito operativo della concorrente. (Si veda anche Corte di Cassazione, sentenza n. 5671 del 1998).

Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 20228, pubblicata il 04-09-2013, presidente S. Salvago.

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