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Pubblicità e convinzioni religiose

La nostra attuale società è tollerante e pluralista ed un messaggio pubblicitario affinchè possa considerarsi contrario all’art. 10 del cod. di autodis. pubblic. è necessario che urti la sucettibilità non solo di qualche persona. E’ necessario un quid pluris.

Il messaggio comunicazionale della Red Bull s.r.l. è stato ritenuto contrario all’art. 10 del cod. di autod. pubbl. in quanto denotava una evidente intenzionalità e gratuità nell’irridere le convinzioni religiose dei cristiani.

Ciò anche se scopo principale della comunicazione non fosse quella di offendere il culto cristiano (nel caso di specie il sacramanento della confessione).

Tuttavia la comunicazione della Red Bull s.r.l. (l’ambientazione fantastica, l’omissione di ogni particolare realistico, la forma espressiva del disegno) si è completamente disinteressata dei sentimenti religiosi della comunità dei cristiani. 

Utenti, agenzie e media si sono autoimposti il codice di autodisciplina pubblicitaria e volontariamente si adeguano alle regole del medesimo. La definizione dei procedimenti è veloce ed informale.

(Provvedimento del Giurì dell’autodisciplina pubblicitaria del 13-04-2012, n. 20/12)

(Normativa di riferimento: articoli 1 e 10 cod. di autodis. pubbl.)

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