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Contenuto del patto di non concorrenza. L’indicazione dei clienti.

Contenuto del patto di non concorrenza. L’indicazione dei clienti.

Il contenuto del patto di non concorrenza è molto importante ed il patto va interpretato in aderenza all’esatta sua formulazione letterale. 

Quindi se il patto circoscriveva l’impegno a non svolgere una determinata attività (per esempio di assistenza, addestramento, consulenza, pianificazione, analisi e programmazione software) solo con riferimento a determinati clienti già seguiti da una ex collaboratrice, il divieto vale solo per quei determinati clienti.
Infatti nel patto di non concorrenza:

  • 1) era stato escluso il riferimento alla generalità della clientela della società datrice di lavoro e
  • 2) non era impedito in modo preciso all’ex collaboratrice (assunta con contratto di collaborazione a progetto) lo svolgimento di attività concorrenziale lecita.

Quindi per queste ragioni la Corte di Cassazione non ha considerato la ex collaboratrice come inadempiente al patto di non concorrenza. In pratica il suo comportamento è stato corretto.
Cio’ anche perchè la società datrice di lavoro, in causa:

  • a)non aveva neppure indicato in modo preciso i nominativi dei clienti ‘stornati’
  • b)si era limitata ad imputare le numerose disdette contrattuali ad un presunto comportamento concorrenzialmente illecito dell’ex collaboratrice, 
  • c)non aveva provato la condotta materiale che violava il patto di non concorrenza e
  • d)non ha allegato provandolo gli effetti dannosi che tale condotta illecita aveva cagionato.

In pratica il patto di non concorrenza aveva indicato solo come clienti ‘intoccabili’ quelli che erano stati seguiti dall’ex collaboratrice durante il rapporto di lavoro con la società. Quindi per la Corte di Cassazione era del tutto lecito che la ex collaboratrice ricercasse nuovi clienti non indicati espressamente nel patto.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n.17729, pubblicata il 06-08-2014, presidente A. Ceccherini).

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