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Contenitori uguali ma etichette diverse.

Contenitori uguali ma etichette diverse.

L’utilizzo di contenitori uguali a quelli del proprio competitor anche se con diverse etichette è concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 n.1 del cod. civ.

Nel caso in cui il concorrente utilizzi contenitori perfettamente uguali:

  • per forma e
  • per colore

o addirittura utilizzi gli stessi dopo averli riciclati magari dopo aver staccato l’etichetta per sostituirla con la propria commette la violazione del disposto dell’art. 2598 n.1 cod. civ.  (concorrenza sleale confusoria).

A nulla rileva infatti la semplice collocazione di una nuova etichetta, in parte uguale ad alcuni simboli e scritture richiesti normativamente con ciò aggravando l’impressione d’insieme che il consumatore ne poteva trarre.

Una nuova rietichettatura non è idonea ad impedire il pericolo di confusione fra i prodotti.

Infatti no può richiedersi all’acquirente una particolare attenzione:

  • nell’individuare i prodotti e
  • nel contraddistinguerli mediante una accurata lettura delle rispettive etichette.

Così come anche:

  • la diversità di colore delle singole etichette o
  • l’indicazione delle diverse denominazioni
  • o l’apposizione di un marchio differente

è sufficiente  a superare l’impatto attrattivo  del particolare colore “violetto 6433” utilizzato per i medesimi contenitori.

La scelta di utilizzare gli stessi contenitori del concorrente o del medesimo particolare colore pone il competitor scorretto  in una posizione di indebito vantaggio potendo approfittare  dell’avviamento che il concorrente corretto aveva già acquistato sul mercato.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 3478, pubblicata il 12.02.2009, relatore M. Tavassi)