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Consigli notarili e concorrenza illecita del singolo notaio.

Consigli notarili e concorrenza illecita del singolo notaio.

Non si puo’ lasciare ai consigli notarili (cosi’ come ad altri Consigli di professionisti) il compito di attivare i propri poteri di monitoraggio, di vigilanza e di indagine sul notaio che richieda compensi più bassi rispetto a quelli:

  • medi della categoria o
  • indicati o raccomandati dal Consiglio dell’Ordine.

In questo modo si giungerebbe ad un condizionamento del comportamento economico del professionista sul mercato.

Infatti il professionista sarebbe incentivato, al fine di sottrarsi ad un procedimento disciplinare dall’esito incerto, a continuare ad applicare tariffe imposte, in aperto contrasto con la ratio legis.
Infatti per effetto della nuova disciplina introdotta dalla legge il notaio che

  • quand’anche sistematicamente, offra la propria prestazione ad onorari e compensi più contenuti rispetto a quelli derivanti dall’applicazione della tariffa notarile,
  • non pone in essere, per ciò solo, un comportamento di illecita concorrenza.

Tale condotta non ha più alcuna rilevanza sul piano disciplinare.
Per altro verso infatti:

  • come la tariffa non è di per sè garanzia della qualità della prestazione,
  • cosi’ la deroga alla tariffa con la pattuizione di un compenso più basso rispetto alla stessa

non equivale in alcun modo a prestazione scadente.

(Corte di Cassazione, sezione 2 civile, sentenza n.3715 pubblicata il 14-02-2013, presidente G.A. Rovelli).

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