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Condotte dell’agente scorrette.

Condotte dell’agente scorrette.

Le condotte dell’agente scorrette concorrenzialmente non possono essere imputabili automaticamente alla società preponente.

Linee direttrici sulle restrizioni verticali elaborate dalla Commissione (e pubblicate in G.U.C.E. C 291 del 13.10.2000) considerano l’agente come impresa autonoma rispetto al preponente nel caso in cui l’agente sostenga specifici rischi economici e finanziari.

Infatti il par. 15 stabilisce che “L’accordo di agenzia è considerato effettivamente tale se l’agente non sostiene rischi significativi:

  • in relazione ai contratti conclusi e/o negoziati per conto del preponente ed
  • in relazione ad investimenti specifici nel mercato per quel settore di attività.

In caso contrario l’accordo di agenzia rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 81 par. 1.

In tal caso l’agente assume i rischi ed è trattato alla stregua di un rivenditore indipendente che deve restare libero di determinare la propria strategia commerciale per poter recuperare gli investimenti relativi al contratto o quelli specifici del mercato”.

Quindi se l’agente:

  • a) è un soggetto distinto ed autonomo rispetto al preponente e
  • b) assume un proprio rischio economico,
  • c) fornisce servizi a più soggetti preponenti,

eventuali condotte dell’agente scorrette, come le intese che violano la concorrenza ai sensi dell’art. 81 del Trattato, poste in essere dal medesimo non possono automaticamente essere imputabili ad una o più società preponenti.

Ciò che rileva per il Consiglio di Stato, che si è rifatto alle “Linee direttrici sulle restrizioni verticali alla concorrenza” dell’anno 2000, è  la posizione di indipendenza dell’agente che porta avanti una propria attività sia sotto forma di impresa individuale che scegliendo la forma societaria.

Ed a maggior ragione nel caso in cui l’agente sia anche plurimandatario.

(Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza n.1009 del 07.03.2008, Est. Giovagnoli).