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Condotte anticoncorrenziali dell’agente.

Condotte anticoncorrenziali dell’agente.

Condotte anticoncorrenziali dell’agente non possono essere automaticamente imputate alla sola impresa preponente.

Linee direttrici sulle restrizioni verticali elaborate dalla Commissione considerano l’agente come impresa autonoma rispetto al preponente nel caso in cui l’agente sostenga specifici rischi economici e finanziari.

Infatti il par. 15 stabilisce che l’accordo di agenzia è considerato effettivamente tale se l’agente non sostiene rischi significativi:

  1. in relazione ai contratti conclusi e/o negoziati per conto del preponente ed
  2. in relazione ad investimenti specifici nel mercato per quel settore di attività.

In caso contrario l’accordo di agenzia rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 81 par. 1. In questa ipotesi:

  • l’agente assume i rischi e quindi
  • è trattato alla stregua di un rivenditore indipendente che deve restare libero di determinare la propria strategia commerciale per poter recuperare gli investimenti relativi al contratto o quelli specifici del mercato.

Quindi se l’agente:

  • a)è un soggetto distinto ed autonomo rispetto al preponente e
  • b)assume un proprio rischio economico,
  • c)fornisce servizi a più soggetti preponenti,

eventuali condotte anticoncorrenziali poste in essere da lui, come le intese che violano la concorrenza ai sensi dell’art. 81 del Trattato, non possono automaticamente essere imputabili ad una o più società preponenti.

(Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza n.1009 del 07.03.2008, estensore Giovagnoli).

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