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Concorrenza sleale: quale è il Tribunale competente?

La giurisdizione in tema di concorrenza sleale spetta per la maggior parte alle sezioni specializzate in materia di impresa (prima sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale) istituite in alcuni Tribunali.

Solo mentre una parte residua di cause di concorrenza sleale appartiene al giudice ordinario.

Tale distinzione di giurisdizione è fondata sull’art. 134 del c.p.i. il quale attribuisce tutte le controversie in materia di concorrenza sleale alle sezioni specializzate con “esclusione di quelle che non abbiano a che fare, nemmeno indirettamente, con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale”.

La concorrenza sleale cd “pura” (o non interferente) è di competenza del giudice ordinario. Cioè quando c’è una lite su fattispecie che:

1) “non interferiscono neppure indirettamente con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale”e che

2) “ non presentano ragioni di connessione anche impropria” con fattispecie concernenti l’esercizio di diritti di proprietà industriale.

La concorrenza sleale “interferente” è invece di competenza delle sezioni specializzate.

Vi è concorrenza sleale interferente quando la concorrenza viene attuata con comportamenti che interferiscano con un diritto di esclusiva in materia di proprietà industriale (marchio, brevetto, ecc) o di diritto d’autore (si vedano queste sentente: Cass. 21726/2013, Cass. 14251/2010, Cass. 12153/2010).

Il confine fra le due ipotesi non è però cosi chiaro ed a livello pratico si riscontrano notevoli problemi applicativi.

Tant’è che vi è un disegno di legge delega (approvato dal Governo in carica nel Consiglio dei Ministri del 10-02-2015) per la riforma del codice di procedura che prevede di estendere alla competenza delle sezioni specializzate tutti i casi di concorrenza sleale.

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