Avvocato Cavalea > Sentenze  > Concorrenza sleale  > Tribunali e Corti d’appello  > Concorrenza sleale pura: storno di dipendenti e sviamento di clientela.

Concorrenza sleale pura: storno di dipendenti e sviamento di clientela.

Concorrenza sleale pura.

Sono escluse dalla competenza delle sezioni specializzate le controversie in tema di proprietà industriale che non interferiscono, neppure indirettamente, con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale ai sensi degli artt. 3, primo comma lettera a) del D.Lgs. n. 168/2003 e l34, primo comma lett. a) del D.Lgs. n. 30/2005.
In tali ipotesi si parla della cosiddetta ‘concorrenza sleale pura’ (art. 2598 c.c.). Tali controversie sono attribuite alla cognizione della sezione ordinaria.
Mentre in caso di ‘concorrenza sleale c.d. interferente’, la cognizione deve essere radicata presso la sezione specializzata delle imprese.
La concorrenza sleale c.d. interferente ricorre in tutte le ipotesi in cui:

  • a) in base alla prospettazione della parte attrice,
  • b) occorra verificare se i comportamenti di concorrenza sleale dedotti da quest’ultima
  • c) interferiscano con un diritto di esclusiva connesso all’esercizio del diritto di proprietà industriale o del diritto di autore.

Si vedano le sentenze: Corte di Cassazione n. 21762 del 2013; Corte di Cassazione, sentenza n. 14251 del 2010 e Corte di Cassazione, sentenza n. 12153 del 2010.
Infatti in queste ipotesi la sezione specializzata è competente per tutte le cause che presentano ragioni di connessione con quella devoluta alla propria cognizione (cfr. art. 3 comma 3 D.Lgs. n. 168/2003).
Ora:

  • lo storno dei dipendenti e
  • lo sviamento di clientela

sono situazioni che attengono alla concorrenza sleale c.d. pura. Non vi sono diritti di proprietà industriale o intellettuale oggetto di contese.
Mentre le informazioni aziendali riservate, sono idonee a radicare la competenza della sezione specializzata.

Tuttavia quest’ultima è competente solo se le informazioni aziendali riservate:

  • a)costituiscono anche informazioni segrete ai sensi degli artt. 98 del D.Lgs n. 30/2005 e cioè informazioni che non siano generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli operatori del settore,
  • b)abbiano un valore economico e
  • c)siano sottoposte da parte della società che le detiene a misure idonee a mantenerle tali. Si veda Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza del 19-6-2008 n. 16744.

(Corte di appello di Firenze, sezione specializzata in materia di impresa,  sentenza nella causa n.r.g. 1847 decisa in data 07-07-2016, presidente M. Barbarisi).

Condividi: