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Concorrenza sleale per sviamento di clientela.

Concorrenza sleale per sviamento di clientela.

La Corte di Appello di Brescia non ha riconosciuto alcuna somma alla società preponente, appellante, a titolo di:

  • danni da concorrenza sleale per sviamento di clientela,
  • danni all’immagine e
  • lucro cessante nell’ambito

di una causa contro un proprio ex agente.
Sono state invece riconosciute una serie di inadempienze contrattuali poste in essere dall’agente fra cui:

  • il trattenimento indebito di assegni dei clienti,
  • l’appropriazione di incassi,
  • il rifiuto di sottoscrivere un regolare contratto di mandato,

ma non la concorrenza sleale e lo sviamento di clientela ai danni della società preponente.
Quindi essendo mancata la prova:

  • sia dei fatti costitutivi della domanda di concorrenza sleale,
  • che dell’esistenza di un danno risarcibile

la Corte di Appello di Brescia ha rigettato la domanda.

(In verità la relativa domanda della società preponente di condanna dell’agente per concorrenza sleale per sviamento di clientela è stata rinnovata in appello ma senza formulare apposite censure avverso la relativa decisione di primo grado).
(Corte di Appello di Brescia, sezione lavoro, sentenza n. 441 pubblicata il 30-10-2014, presidente A. Nuovo).

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